Come cresce un frutto di pesco?

Qual’è il meccanismo di crescita che regola l’accrescimento dei frutti di pesco? Quali sono i fattori che influenzano maggiormente questo processo? E’ possibile sfruttare le conoscenze acquisite per ottimizzare le produzioni?

Questi sono solo alcuni degli interessanti aspetti che vengono trattati in questo articolo pubblicato sulla “Rivista di Frutticoltura e Ortofloricoltura”, clicca qui per scaricare l’articolo

Riferimenti: Morandi B., Losciale P., Manfrini L., Zibordi M. e Corelli Grappadelli L. 2010. Comprendere come cresce il frutto per migliorarne la qualità. Rivista di Frutticoltura e di Ortofloricoltura. 7/8: 36-42.

Melicoltura di precisione: analisi spaziale del carico produttivo in relazione al diradamento dei frutti

In questo articolo tratto da “Rivista di Frutticoltura e Ortofloricoltura” viene spiegato in maniera semplice un possibile approccio di frutticoltura di precisione applicato a parametri produttivo-qualitativi di un meleto.

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Riferimenti articolo: Manfrini L., Morandi M., Zibordi M., Losciale P., Pierpaoli E., Bastias Ibarra RM., Taylor JA. e L. Corelli Grappadelli. 2011. Melicoltura di precisione: analisi spaziale del carico produttivo in relazione al diradamento dei frutti. Rivista di Frutticoltura e di Ortofloricoltura. 11: 38-42.

 

Fino a che punto la radiazione solare giova alla produttivita’ dei frutteti?

A cura di Rossella Gigli

Tra i lavori di ricerca premiati in occasione delle IX Giornate Scientifiche SOI – Società di Ortoflorofrutticoltura Italiana, presentiamo qui una sintesi dello studio condotto presso il Dipartimento Colture Arboree dell’Università di Bologna da Pasquale Losciale, Wah Soon Chow e Luca Corelli Grappadelli e pubblicato con il titolo: Modulating the light environment with the peach ‘asymmetric orchard’: effects on gas exchange performances, photoprotection, and photoinhibition sul Journal of Experimental Botany [Vol. 61(4): 1177-1192 (doi 10.1093/jxb/erp387)].

Lo studio ha preso in esame la risposta delle piante da frutto (nel caso specifico, nettarine) all’intensità luminosa. Se è vero che la produttività di un frutteto è una risultante della interazione tra piante e luce solare, lo studio ha misurato fino a che punto la radiazione luminosa sia una preziosa alleata degli alberi e quando diventi invece un elemento stressante per l’equilibrio fisiologico delle piante.

Un’intensità luminosa eccessiva, infatti, attiva alcuni meccanismi di difesa da parte della pianta, per mantenere i quali è necessario un dispendio di energie fitochimiche e di risorse idriche, con probabili effetti negativi sulla produttività della pianta stessa: In sintesi, è come se gli organismi vegetali potessero assorbire energia luminosa in maniera efficiente solo fino ad un certo punto di saturazione, oltre il quale una maggiore intensità luminosa provoca perdita di risorse e danni.

Per una misurazione oggettiva di tale fenomeno, i ricercatori hanno analizzato un impianto “asimmetrico” di alberi da frutta presso il campo sperimentale di Cadriano (Bologna), utilizzando alberi di nettarine di 3 anni di età, diversamente orientati e inclinati rispetto ai punti cardinali.

Le file di alberi denominati W (foto sopra) sono orientate N-NE/S-SW ed hanno chiome inclinate ad ovest, mentre le file E (foto sotto) sono orientate N-NW/S-SE con chiome inclinate ad est. Le piante C (foto sotto) sono considerate le file di controllo (orientamento del filare: N/S). Nelle immagini, si vedono le piante incapsulate in camere di polietilene per la misurazione degli scambi gassosi (fotosintesi e traspirazione) durante l'arco della giornata. L'intercettazione luminosa da parte degli alberi è stata misurata mediante un ingegnoso scanner di luce (ceptometro), auto-costruito combinando tra loro 48 sensori di irradianza.

E’ emerso dall’indagine che le piante più stressate da un eccesso di radiazione luminosa sono risultate quelle W. Dallo studio possono discendere utili applicazioni pratiche per modulare l’esposizione al sole dei frutteti, con particolare riguardo alle tecniche di coltivazione intensiva.

 

Per ulteriori informazioni:
Pasquale Losciale, PhD.
Dipartimento Colture Arboree
Università di Bologna
V.le Fanin, 46
40127 Bologna
Italy
Tel. +39 051 2096432
Fax. +39 051 2096401
E-mail: plosciale@agrsci.unibo.it
Autore: Rossella Gigli
Copyright: www.freshplaza.it

Convegno tecnico sull’Agricoltura di precisione (Bologna 25/11/2011)

Anche la frutticoltura può essere precisa

Personalità del mondo scientifico e tecnico si sono incontrate venerdì 25 novembre 2011 a Bologna in occasione del convegno sull’Agricoltura di Precisione organizzato dalla regione Emilia Romagna, in collaborazione con il CRPV, per fare il punto sullo stato dell’arte e sulle recenti innovazioni tecnologiche di questo importante settore, che permette di realizzare migliori produzioni con minori costi e diminuito impatto ambientale.

Anche con un semplice strumento come il calibro si possono ottenere informazioni rilevanti per la corretta gestione del frutteto.

Tra i relatori, il prof. Luca Corelli Grappadelli, docente di ecofisiologia degli alberi da frutto dell’Università di Bologna, ha illustrato come l’utilizzo innovativo di strumenti di monitoraggio già esistenti possa  già proiettare la frutticoltura in una ottica di “precisione”, aumentandone la capacità di razionalizzare la gestione della produzione, e di migliorare la qualità dei frutti ottimizzando le risorse impiegate.

Secondo il prof. Corelli Grappadelli, il frutto rappresenta il più attendibile e sintetico indicatore del buon funzionamento dell’albero. Per le specie per le quali siano disponibili adeguati modelli matematici, il monitoraggio accurato delle performances di crescita del frutto durante la stagione, anche attraverso strumenti di misura semplici come un calibro, fornisce indicazioni chiave sull’andamento della gestione colturale, permettendo, ove necessario, di modificarla in corso d’opera, con efficacia in tempo reale.

I dati vengono raccolti secondo criteri statistici che permettono di esprimere quantitativamente la variabilità spaziale che esiste all’interno del frutteto, e di creare mappe della variabilità delle dinamiche di crescita del frutto e quindi di diversificare gli interventi in maniera mirata a seconda delle effettive esigenze.

“Attraverso l’applicazione di questi approcci innovativi, la frutticoltura di precisione è già una realtà commerciale in diversi frutteti dell’Emilia Romagna”, afferma il Dr. Luigi Manfrini, presidente di HK-Horticultural Knowledge srl neonata “start up” che si occupa di trasferimento tecnologico in ambito frutticolo. Questa società, creata anche grazie al supporto della regione Emilia Romagna, attraverso il contributo del Consorzio Spinner e del progetto We-tech off, è formata da giovani provenienti dal mondo della ricerca universitaria

Il Dr. Luigi Manfrini, presidente di HK, illustra i vantaggi della frutticoltura di precisione

“Il nostro obiettivo – aggiunge Manfrini – è quello di rendere fruibili ai frutticoltori i risultati della ricerca scientifica in ambito ecofisiologico, attraverso lo sviluppo e la fornitura di servizi innovativi, mirati ad aumentare la resa economica del frutteto attraverso una gestione sempre più razionale e sostenibile delle risorse. Solo in questo modo, crediamo, si possa realizzare una frutticoltura che rifletta il concetto di Sostenibilità “delle 3E”: Economica, Ecologica, Etica”.

Brunella Morandi