Pericoltura di precisione e redditivita’ del frutteto: binomio possibile

L’innovazione in pericoltura: investire nella conoscenza“, questo il titolo del convegno che HK – Horticultural Knowledge ha organizzato a FuturPera per illustrare le proprie attività a quanti interessati alle strategie per una pericoltura di precisione. 

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HK presente a ItaliaRestartsUp

22 e 23 ottobre, ItaliaRestartsUp: Oltre 50 investitori stranieri incontrano le Startup italiane

Il 22 e 23 ottobre presso Smau si terrà la seconda edizione di ItaliaRestartsUp organizzato da ICE, in collaborazione con il Ministero dello Sviluppo economico e con Smau, l’evento nazionale espressamente pensato per essere un punto di incontro tra i protagonisti dell’ecosistema start-up italiano, ovvero imprese, investitori ed enti di sostegno, e investitori esteri specializzati in imprese innovative.

La nuova edizione si svolgerà il 22 e 23 ottobre presso Smau e darà l’opportunità a 100 startup italiane, ma anche a incubatori, fondi di investimento ed enti per lo sviluppo del territorio, di incontrare oltre 50 investitori stranieri interessati all’innovazione made in Italy.

L’edizione dello scorso anno, che ha visto la partecipazione di oltre 65 start-up innovative, 50 investitori stranieri provenienti da 23 paesi (Argentina, Australia, Brasile, Bulgaria, Canada, Cina, Francia, Germania, Hong Kong, India, Israele, Kosovo, Qatar, Russia, Arabia Saudita, Singapore, Sud Africa, Corea del Sud, Spagna, Svizzera, Turchia, Regno Unito e Stati Uniti) e oltre 450 incontri organizzati sulla base di agende personalizzate, ha riscosso grande apprezzamento da parte degli investitori stranieri.

A ItaliaRestartsUp 2015 sono stati ammessi 102 start-up, 18 fondi di investimento, 20 incubatori e 8 agenzie italiane (vedi elenco).

Le domande di partecipazione di start-up italiane ritenute valide erano state 274. Una commissione di valutazione composta da esperti sia interni sia esterni all’Ice le ha attentamente esaminate, dando priorità alle imprese in possesso dei requisiti e ritenute meglio posizionate per relazionarsi con i venture capitalist  esteri.

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DronItaly e Frutticoltura di Precisione


Al convegno del 26 settembre, dedicato ai droni e le loro applicazioni in agricoltura, il professore Luca Corelli Grappadelli dell’Alma Mater Università di Bologna ha parlato di frutticoltura precisa e impiego di droni. Corelli Grappadelli è socio fondatore di Horticultural Knowledge, start-up accreditata dell’Ateneo Bononiense, attualmente unica in Italia in quanto mira a introdurre la frutticoltura di precisione come modo più razionale, economico e sostenibile di coltivare la frutta.

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Food grows where water flows (and is used efficiently)

http://www.newaginternational.com/index.php/edition-permission-check?edition=1&itmId=466

A pagina 46 parlano dei risultati della ricerca di Morandi e Losciale (R&D in HK – Horticultural Knowledge): automatic fruit gauges and IPL index as new ways to approach irrigation scheduling

HK ospite all’European Pink Lady® Association: la Frutticoltura di Precisione incrementa il reddito

L’annuale convegno Europeo di Pink Lady® quest’anno si è tenuto a Faenza nei giorni 25 e 26 settembre. Per il club proprietario del marchio della mela famosa in tutto il mondo, questo appuntamento è un importante momento per fare il punto sull’andamento del mercato ma anche un’interessante occasione di scambio dei risultati ottenuti da prove sperimentali condotte da ricercatori e tecnici professionisti in tutto il mondo.

Pink Lady® si conferma come la varietà di mela più redditizia per le aree di pianura italiane, da cui la scelta di effettuare il convegno in Emilia Romagna. I dati di vendita indicano un perfetto stato di salute del club d’oltralpe dato che la crescita delle vendite è costante ed è arrivata a 140.000 tonnellate commercializzate nel 2011/2012, segnando un +25% rispetto l’anno precedente. In ascesa in tutti i mercati europei, dal minimo registrato in Danimarca (+1%) al massimo +62% in Olanda, mentre l’Italia segna un +31%, la “signora rosa” deve parte del suo successo anche alle 7500 tonnellate destinate alla Grande Esportazione, segnando così un aumento dell’80% in 2 anni sui volumi esportati al di fuori del mercato comune europeo, cioè in paesi dell’Europa dell’Est, Russia, Israele, Medio Oriente e Asia.

Questi numeri spiegano perché il marchio Pink Lady® sia oggi il più conosciuto tra i consumatori (Barometro IPSOS 2010) e il protagonista di questo particolare momento economico in cui, muovendosi in controtendenza, garantisce un buon reddito alle 3.000 aziende agricole che hanno deciso di aderire al club.

La redditività tuttavia non dipende solo dal materiale genetico di partenza e dalla forza commerciale, ma anche dalle capacità tecniche e gestionali degli agricoltori. Questo aspetto è stato rimarcato da Luigi Manfrini, presidente di HK – Horticultural Knowledge srl, il quale è stato invitato a partecipare come relatore al convegno in quanto la sua società, nel 2011, ha coperto con il suo servizio 54 ettari di Pink Lady®, superficie che è stata confermata nel 2012.

Due anni di applicazione del protocollo di Frutticoltura di Precisione, messo a punto da HK, su una ampia superficie di frutteti commerciali di Pink Lady®, ha permesso ai ricercatori di HK di delineare i risultati più significativi ottenuti dal monitoraggio e previsione della crescita dei frutti di questa varietà di mela. I dati dimostrano che il monitoraggio continuo della crescita ha permesso ai frutticoltori assistiti di ottenere immediatamente un miglioramento della velocità di crescita grazie all’adeguamento dell’irrigazione e del carico di frutti sulla base delle previsioni del diametro medio e della distribuzione in classi alla raccolta.

A titolo di esempio si può citare il caso esemplificativo di un frutteto in cui il monitoraggio continuo di un campione adeguato di frutti (200 fr/ha) ha permesso di intervenire tempestivamente riducendo il carico produttivo e aumentando di 2 mm l’irrigazione. Questo cambiamento ha incrementato la velocità di crescita di soli 0,02 mm al giorno. Una variazione che può apparire insignificante ma che ha generato uno spostamento della distribuzione in classi notevole come si vede nella figura sotto. Praticamente ciò che è accaduto è che è stata guadagnata una classe di pezzatura.

Distribuzione in classi nella produzione di un appezzamento monitorato: la prima previsione ha generato una distribuzione in classi che è rappresentata dalle colonne in chiaro. Poichè la velocità di crescita dei frutti era bassa si è optato per una riduzione del carico di frutti incrementando anche il regime irriguo. Questi interventi hanno incrementato la velocità di crescita dei frutti, influenzando positivamente anche la seconda previsione (colonne in verde scuro) in cui si può apprezzare lo spostamento di tutta la produzione verso una classe di pezzatura in più.

In termini assoluti la produzione totale non è risultata minore, anzi, le pratiche agronomiche eseguite hanno determinato un aumento della resa per ettaro.

Previsioni di produzione prima e dopo le modifiche alla gestione del frutteto

Il protocollo di HK esteso a tutta la superficie monitorata nel 2011 (54 ettari) ha generato una previsione della distribuzione in classi con un errore massimo del 3,4% nella classe 75/80.

Confronto tra la previsione effettuata da HK e produzione reale, utilizzando i dati di tutti i 54 ettari di Pink Lady® monitorati durante la stagione 2011

In conclusione, la gestione precisa del frutteto permette margini di miglioramento anche in varietà già redditizie come Pink Lady®.

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Uno strumento per misurare l’accrescimento dei frutti in continuo

Se uno strumento che misura in maniera precisa e continuativa l’accrescimento del frutto fosse disponibile ad un prezzo molto competitivo come potrebbe cambiare l’approccio nella gestione del frutteto? L’idea non è nuova, i primi lavori scientifici che studiano questo aspetto risalgono a più di 50 anni fa. Sul mercato esistono già da qualche tempo applicazioni in grado di misurare il tasso di crescita dei frutti ma alcuni difetti (costo eccessivo, difficoltà nell’installazione, assenza di un interfaccia semplice per la gestione dei dati,…) ne limitano la loro diffusione, relegandoli ad un utilizzo prettamente scientifico.

Ecco un articolo pubblicato su HortScience (Hortscience, October 2007 vol. 42 no. 6 1380-1382) che riguarda un prototipo in grado di misurare il diametro dei frutti.

http://hortsci.ashspublications.org/content/42/6/1380.abstract

A Low-cost Device for Accurate and Continuous Measurements of Fruit Diameter

Brunella Morandi, Luigi Manfrini, Marco Zibordi, Massimo Noferini, Giovanni Fiori and Luca Corelli Grappadelli.

(trad.)

Uno strumento a basso costo per misurare in maniera precisa e continua il diametro dei frutti.

ABSTRACT

Questo lavoro descrive uno strumento di misura basato su un potenziometro lineare collegato ad un data-logger, che permette di misurare in maniera continua l’accrescimento diametrale del frutto. Il sensore è formato da un telaio in acciaio autocostruito disegnato per poter essere facilmente applicato a frutti di dimensioni diverse. Durante la calibrazione del sensore è stata riscontrata una relazione lineare tra tensione (mV) e estensione (mm) significativamente alta. La pendenza media di questa relazione, 5.4 × 10−3 con una deviazione standard di 5 × 10−5, è stata utilizzata come coefficiente di conversione. La stabilità alla variazione di temperatura è stata testata sottoponendo sensore e telaio ad un range di temperatura tra i 5 e i 60 °C. Il massimo valore di deviazione trovato è stato di ±1 mV. Le misure effettuate durante le tre fasi di sviluppo dei frutti di pesco [Prunus persica (L), Batsch.] hanno mostrato un’alta sensibilità dello strumento, permettendo di evidenziare gli andamenti giornalieri nelle variazioni diametrali del frutto e monitorando in maniera precisa le piccole variazioni nei tassi di crescita durante le 24 ore.

 

Come cresce un frutto di pesco?

Qual’è il meccanismo di crescita che regola l’accrescimento dei frutti di pesco? Quali sono i fattori che influenzano maggiormente questo processo? E’ possibile sfruttare le conoscenze acquisite per ottimizzare le produzioni?

Questi sono solo alcuni degli interessanti aspetti che vengono trattati in questo articolo pubblicato sulla “Rivista di Frutticoltura e Ortofloricoltura”, clicca qui per scaricare l’articolo

Riferimenti: Morandi B., Losciale P., Manfrini L., Zibordi M. e Corelli Grappadelli L. 2010. Comprendere come cresce il frutto per migliorarne la qualità. Rivista di Frutticoltura e di Ortofloricoltura. 7/8: 36-42.

Melicoltura di precisione: analisi spaziale del carico produttivo in relazione al diradamento dei frutti

In questo articolo tratto da “Rivista di Frutticoltura e Ortofloricoltura” viene spiegato in maniera semplice un possibile approccio di frutticoltura di precisione applicato a parametri produttivo-qualitativi di un meleto.

Clicca qui per scaricare l’articolo completo

Riferimenti articolo: Manfrini L., Morandi M., Zibordi M., Losciale P., Pierpaoli E., Bastias Ibarra RM., Taylor JA. e L. Corelli Grappadelli. 2011. Melicoltura di precisione: analisi spaziale del carico produttivo in relazione al diradamento dei frutti. Rivista di Frutticoltura e di Ortofloricoltura. 11: 38-42.

 

Fino a che punto la radiazione solare giova alla produttivita’ dei frutteti?

A cura di Rossella Gigli

Tra i lavori di ricerca premiati in occasione delle IX Giornate Scientifiche SOI – Società di Ortoflorofrutticoltura Italiana, presentiamo qui una sintesi dello studio condotto presso il Dipartimento Colture Arboree dell’Università di Bologna da Pasquale Losciale, Wah Soon Chow e Luca Corelli Grappadelli e pubblicato con il titolo: Modulating the light environment with the peach ‘asymmetric orchard’: effects on gas exchange performances, photoprotection, and photoinhibition sul Journal of Experimental Botany [Vol. 61(4): 1177-1192 (doi 10.1093/jxb/erp387)].

Lo studio ha preso in esame la risposta delle piante da frutto (nel caso specifico, nettarine) all’intensità luminosa. Se è vero che la produttività di un frutteto è una risultante della interazione tra piante e luce solare, lo studio ha misurato fino a che punto la radiazione luminosa sia una preziosa alleata degli alberi e quando diventi invece un elemento stressante per l’equilibrio fisiologico delle piante.

Un’intensità luminosa eccessiva, infatti, attiva alcuni meccanismi di difesa da parte della pianta, per mantenere i quali è necessario un dispendio di energie fitochimiche e di risorse idriche, con probabili effetti negativi sulla produttività della pianta stessa: In sintesi, è come se gli organismi vegetali potessero assorbire energia luminosa in maniera efficiente solo fino ad un certo punto di saturazione, oltre il quale una maggiore intensità luminosa provoca perdita di risorse e danni.

Per una misurazione oggettiva di tale fenomeno, i ricercatori hanno analizzato un impianto “asimmetrico” di alberi da frutta presso il campo sperimentale di Cadriano (Bologna), utilizzando alberi di nettarine di 3 anni di età, diversamente orientati e inclinati rispetto ai punti cardinali.

Le file di alberi denominati W (foto sopra) sono orientate N-NE/S-SW ed hanno chiome inclinate ad ovest, mentre le file E (foto sotto) sono orientate N-NW/S-SE con chiome inclinate ad est. Le piante C (foto sotto) sono considerate le file di controllo (orientamento del filare: N/S). Nelle immagini, si vedono le piante incapsulate in camere di polietilene per la misurazione degli scambi gassosi (fotosintesi e traspirazione) durante l'arco della giornata. L'intercettazione luminosa da parte degli alberi è stata misurata mediante un ingegnoso scanner di luce (ceptometro), auto-costruito combinando tra loro 48 sensori di irradianza.

E’ emerso dall’indagine che le piante più stressate da un eccesso di radiazione luminosa sono risultate quelle W. Dallo studio possono discendere utili applicazioni pratiche per modulare l’esposizione al sole dei frutteti, con particolare riguardo alle tecniche di coltivazione intensiva.

 

Per ulteriori informazioni:
Pasquale Losciale, PhD.
Dipartimento Colture Arboree
Università di Bologna
V.le Fanin, 46
40127 Bologna
Italy
Tel. +39 051 2096432
Fax. +39 051 2096401
E-mail: plosciale@agrsci.unibo.it
Autore: Rossella Gigli
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Convegno tecnico sull’Agricoltura di precisione (Bologna 25/11/2011)