La frutta cresce meglio se la si misura

“I risultati si vedono con il tempo. Con lo storico riesci a vedere l’alta produttività della quale beneficiano gli impianti. In pratica rimani sempre nella parte alta del listino della cooperativa”.

Queste le parole di Alberto Grassi, direttore tecnico di Apofruit in una recente intervista condotta da Barbara Righini per Agronotizie-imageline
Clicca qui per leggere l’intervista completa. 

 

Il monitoraggio in tempo reale rivela i suoi punti di forza

Come già detto, un basso carico di frutti non mette al riparo da spiacevoli sorprese, soprattutto se l’andamento stagionale continua ad essere caratterizzato da alte temperature e precipitazioni insufficienti. A complicare ulteriormente la situazione ci pensa un elevata presenza di mazzetti con 2 o più frutti, così come riscontrato da HK-Horticultural Knowledge srl durante la sua intensa attività di monitoraggio.

La difficoltà di rifornire 2 e a volte 3 frutti per corimbo attraverso le connessioni vascolari (floema e xilema) che normalmente sono dedicate al rifornimento di un solo frutto è fra le cause delle ridotte performance di crescita. Banalizzando un po’ la questione con un esempio ‘idraulico’, è come se si volessero rifornire il doppio o il triplo delle utenze da una condotta normalmente utilizzata per alimentarne una soltanto. Ci saranno per forza periodi in cui le consegne non potranno soddisfare le richieste.

Sebbene l’albero abbia la potenzialità per soddisfare la crescita dei frutti, i carboidrati prodotti faticano ad arrivare in misura sufficiente, con ripercussioni negative sul processo di crescita.

Un accrescimento non ottimale dei frutti può però essere riequilibrato mediante l’irrigazione o anche con un intervento di diradamento manuale dei frutti, come consigliato da HK nei casi più problematici.

Con il protocollo di monitoraggio HK ci è stato possibile misurare un incremento nella velocità di crescita del frutto pari a qualche decimo di grammo al giorno laddove vengono seguite le nostre indicazioni. Per quanto piccolo, questo miglioramento si traduce in uno spostamento significativo verso pezzature più grandi sulla produzione dell’intero frutteto, con ricadute positive sulla redditività dell’appezzamento, soprattutto su varietà di pregio come Pink Lady®.

Il risultato previsto senza l’applicazione dei suggerimenti di HK (linea rossa) viene confrontato con la previsione condizionata dalle modifiche suggerite (linea verde). L’intervento di diradamento e adeguamento dell’irrigazione suggerito dalla nostra elaborazione dei dati, ha causato un aumento di circa mezzo grammo nella velocità di crescita del frutto. Questo permette di prevedere uno spostamento verso l’alto di una classe di pezzatura, con un aumento della PLV compreso tra il 20 e il 26% a fronte di un intervento di diradamento aggiuntivo costato l’1.2% della produzione lorda vendibile.

Risulta chiaro che il monitoraggio da parte di HK non si limita al solo controllo della velocità di crescita dei frutti ma diventa un efficace strumento in grado di coadiuvare il frutticoltore in scelte gestionali difficili ma che possono avere un forte riscontro economico.

Research to Business

HK consulting è una delle 70, tra startup e progetti di impresa, che ha superato la selezione per partecipare al VII Salone Internazionale della Ricerca Industriale. L’evento si terrà presso il padiglione 33/34 del polo Bologna Fiere è sarà incentrato sulla valorizzazione di giovani imprese innovative. L’iniziativa si rivolge a imprenditori e potenziali imprenditori, banche, consorzi fidi, fondazioni bancarie, società di venture capital, business angel e altri investitori, rappresentanti di Università ed Enti di ricerca, incubatori, parchi scientifici e tecnologici, enti locali, società che offrono servizi a supporto della creazione di impresa, camere di commercio, associazioni imprenditoriali, altre organizzazioni pubbliche e private operanti a supporto della creazione e dello sviluppo di impresa innovativa e ad alto contenuto di conoscenza, italiani e stranieri.

invito R2B

PARTECIPA GRATUITAMENTE scaricando il nostro invito a questo indirizzo: www.rdueb.it/invite/hk-hortbanner

Passa a trovarci nel nostro spazio espositivo, ti illustreremo un metodo innovativo per monitorare la crescita dei frutti

R2B: Bologna, 6 e 7 Giugno 2012 – Quartiere Fieristico
Padiglione 33 e Padiglione 34
Ingresso Sud Aldo Moro – 9.30 |18.00

Stagione 2011: l’importanza della lungimiranza

  • Attuare strategie mirate al raggiungimento della massima efficienza produttiva.
  • Sapere in anticipo la produzione totale del proprio frutteto.
  • Migliorare la qualità della propria produzione.
  • Massimizzare i ricavi

Tutti questi obiettivi possono essere raggiunti sfruttando le conoscenze acquisite tramite i nostri modelli di previsione.

Ancora qualche dubbio sulla convenienza di questo metodo?

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Fino a che punto la radiazione solare giova alla produttivita’ dei frutteti?

A cura di Rossella Gigli

Tra i lavori di ricerca premiati in occasione delle IX Giornate Scientifiche SOI – Società di Ortoflorofrutticoltura Italiana, presentiamo qui una sintesi dello studio condotto presso il Dipartimento Colture Arboree dell’Università di Bologna da Pasquale Losciale, Wah Soon Chow e Luca Corelli Grappadelli e pubblicato con il titolo: Modulating the light environment with the peach ‘asymmetric orchard’: effects on gas exchange performances, photoprotection, and photoinhibition sul Journal of Experimental Botany [Vol. 61(4): 1177-1192 (doi 10.1093/jxb/erp387)].

Lo studio ha preso in esame la risposta delle piante da frutto (nel caso specifico, nettarine) all’intensità luminosa. Se è vero che la produttività di un frutteto è una risultante della interazione tra piante e luce solare, lo studio ha misurato fino a che punto la radiazione luminosa sia una preziosa alleata degli alberi e quando diventi invece un elemento stressante per l’equilibrio fisiologico delle piante.

Un’intensità luminosa eccessiva, infatti, attiva alcuni meccanismi di difesa da parte della pianta, per mantenere i quali è necessario un dispendio di energie fitochimiche e di risorse idriche, con probabili effetti negativi sulla produttività della pianta stessa: In sintesi, è come se gli organismi vegetali potessero assorbire energia luminosa in maniera efficiente solo fino ad un certo punto di saturazione, oltre il quale una maggiore intensità luminosa provoca perdita di risorse e danni.

Per una misurazione oggettiva di tale fenomeno, i ricercatori hanno analizzato un impianto “asimmetrico” di alberi da frutta presso il campo sperimentale di Cadriano (Bologna), utilizzando alberi di nettarine di 3 anni di età, diversamente orientati e inclinati rispetto ai punti cardinali.

Le file di alberi denominati W (foto sopra) sono orientate N-NE/S-SW ed hanno chiome inclinate ad ovest, mentre le file E (foto sotto) sono orientate N-NW/S-SE con chiome inclinate ad est. Le piante C (foto sotto) sono considerate le file di controllo (orientamento del filare: N/S). Nelle immagini, si vedono le piante incapsulate in camere di polietilene per la misurazione degli scambi gassosi (fotosintesi e traspirazione) durante l'arco della giornata. L'intercettazione luminosa da parte degli alberi è stata misurata mediante un ingegnoso scanner di luce (ceptometro), auto-costruito combinando tra loro 48 sensori di irradianza.

E’ emerso dall’indagine che le piante più stressate da un eccesso di radiazione luminosa sono risultate quelle W. Dallo studio possono discendere utili applicazioni pratiche per modulare l’esposizione al sole dei frutteti, con particolare riguardo alle tecniche di coltivazione intensiva.

 

Per ulteriori informazioni:
Pasquale Losciale, PhD.
Dipartimento Colture Arboree
Università di Bologna
V.le Fanin, 46
40127 Bologna
Italy
Tel. +39 051 2096432
Fax. +39 051 2096401
E-mail: plosciale@agrsci.unibo.it
Autore: Rossella Gigli
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