Uno strumento per misurare l’accrescimento dei frutti in continuo

Se uno strumento che misura in maniera precisa e continuativa l’accrescimento del frutto fosse disponibile ad un prezzo molto competitivo come potrebbe cambiare l’approccio nella gestione del frutteto? L’idea non è nuova, i primi lavori scientifici che studiano questo aspetto risalgono a più di 50 anni fa. Sul mercato esistono già da qualche tempo applicazioni in grado di misurare il tasso di crescita dei frutti ma alcuni difetti (costo eccessivo, difficoltà nell’installazione, assenza di un interfaccia semplice per la gestione dei dati,…) ne limitano la loro diffusione, relegandoli ad un utilizzo prettamente scientifico.

Ecco un articolo pubblicato su HortScience (Hortscience, October 2007 vol. 42 no. 6 1380-1382) che riguarda un prototipo in grado di misurare il diametro dei frutti.

http://hortsci.ashspublications.org/content/42/6/1380.abstract

A Low-cost Device for Accurate and Continuous Measurements of Fruit Diameter

Brunella Morandi, Luigi Manfrini, Marco Zibordi, Massimo Noferini, Giovanni Fiori and Luca Corelli Grappadelli.

(trad.)

Uno strumento a basso costo per misurare in maniera precisa e continua il diametro dei frutti.

ABSTRACT

Questo lavoro descrive uno strumento di misura basato su un potenziometro lineare collegato ad un data-logger, che permette di misurare in maniera continua l’accrescimento diametrale del frutto. Il sensore è formato da un telaio in acciaio autocostruito disegnato per poter essere facilmente applicato a frutti di dimensioni diverse. Durante la calibrazione del sensore è stata riscontrata una relazione lineare tra tensione (mV) e estensione (mm) significativamente alta. La pendenza media di questa relazione, 5.4 × 10−3 con una deviazione standard di 5 × 10−5, è stata utilizzata come coefficiente di conversione. La stabilità alla variazione di temperatura è stata testata sottoponendo sensore e telaio ad un range di temperatura tra i 5 e i 60 °C. Il massimo valore di deviazione trovato è stato di ±1 mV. Le misure effettuate durante le tre fasi di sviluppo dei frutti di pesco [Prunus persica (L), Batsch.] hanno mostrato un’alta sensibilità dello strumento, permettendo di evidenziare gli andamenti giornalieri nelle variazioni diametrali del frutto e monitorando in maniera precisa le piccole variazioni nei tassi di crescita durante le 24 ore.

 

Come cresce un frutto di pesco?

Qual’è il meccanismo di crescita che regola l’accrescimento dei frutti di pesco? Quali sono i fattori che influenzano maggiormente questo processo? E’ possibile sfruttare le conoscenze acquisite per ottimizzare le produzioni?

Questi sono solo alcuni degli interessanti aspetti che vengono trattati in questo articolo pubblicato sulla “Rivista di Frutticoltura e Ortofloricoltura”, clicca qui per scaricare l’articolo

Riferimenti: Morandi B., Losciale P., Manfrini L., Zibordi M. e Corelli Grappadelli L. 2010. Comprendere come cresce il frutto per migliorarne la qualità. Rivista di Frutticoltura e di Ortofloricoltura. 7/8: 36-42.

Fino a che punto la radiazione solare giova alla produttivita’ dei frutteti?

A cura di Rossella Gigli

Tra i lavori di ricerca premiati in occasione delle IX Giornate Scientifiche SOI – Società di Ortoflorofrutticoltura Italiana, presentiamo qui una sintesi dello studio condotto presso il Dipartimento Colture Arboree dell’Università di Bologna da Pasquale Losciale, Wah Soon Chow e Luca Corelli Grappadelli e pubblicato con il titolo: Modulating the light environment with the peach ‘asymmetric orchard’: effects on gas exchange performances, photoprotection, and photoinhibition sul Journal of Experimental Botany [Vol. 61(4): 1177-1192 (doi 10.1093/jxb/erp387)].

Lo studio ha preso in esame la risposta delle piante da frutto (nel caso specifico, nettarine) all’intensità luminosa. Se è vero che la produttività di un frutteto è una risultante della interazione tra piante e luce solare, lo studio ha misurato fino a che punto la radiazione luminosa sia una preziosa alleata degli alberi e quando diventi invece un elemento stressante per l’equilibrio fisiologico delle piante.

Un’intensità luminosa eccessiva, infatti, attiva alcuni meccanismi di difesa da parte della pianta, per mantenere i quali è necessario un dispendio di energie fitochimiche e di risorse idriche, con probabili effetti negativi sulla produttività della pianta stessa: In sintesi, è come se gli organismi vegetali potessero assorbire energia luminosa in maniera efficiente solo fino ad un certo punto di saturazione, oltre il quale una maggiore intensità luminosa provoca perdita di risorse e danni.

Per una misurazione oggettiva di tale fenomeno, i ricercatori hanno analizzato un impianto “asimmetrico” di alberi da frutta presso il campo sperimentale di Cadriano (Bologna), utilizzando alberi di nettarine di 3 anni di età, diversamente orientati e inclinati rispetto ai punti cardinali.

Le file di alberi denominati W (foto sopra) sono orientate N-NE/S-SW ed hanno chiome inclinate ad ovest, mentre le file E (foto sotto) sono orientate N-NW/S-SE con chiome inclinate ad est. Le piante C (foto sotto) sono considerate le file di controllo (orientamento del filare: N/S). Nelle immagini, si vedono le piante incapsulate in camere di polietilene per la misurazione degli scambi gassosi (fotosintesi e traspirazione) durante l'arco della giornata. L'intercettazione luminosa da parte degli alberi è stata misurata mediante un ingegnoso scanner di luce (ceptometro), auto-costruito combinando tra loro 48 sensori di irradianza.

E’ emerso dall’indagine che le piante più stressate da un eccesso di radiazione luminosa sono risultate quelle W. Dallo studio possono discendere utili applicazioni pratiche per modulare l’esposizione al sole dei frutteti, con particolare riguardo alle tecniche di coltivazione intensiva.

 

Per ulteriori informazioni:
Pasquale Losciale, PhD.
Dipartimento Colture Arboree
Università di Bologna
V.le Fanin, 46
40127 Bologna
Italy
Tel. +39 051 2096432
Fax. +39 051 2096401
E-mail: plosciale@agrsci.unibo.it
Autore: Rossella Gigli
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Convegno tecnico sull’Agricoltura di precisione (Bologna 25/11/2011)